pubblicata da 8 anni, il 20 aprile 2010 (martedì) alle 16:22

25 aprile inaugurazione Monumento alla Memoria e Centro civico

Autore: Comune di Gradara

Domenica 25 aprile, alle ore 9,30, presso il Piazzale Paolo e Francesca, l'Amministrazione Comunale di Gradara celebrerà la ricorrenza della Liberazione dal nazi-fascismo.

Monumento alla memoria

Quest'anno, però, l'usuale appuntamento sarà arricchito da due importanti iniziative.

La prima consiste nell'inaugurazione del monumento alla Memoria realizzato dal Comune di Gradara, il secondo sarà sempre un'inaugurazione ma del nuovo Centro Civico, l'edificio che ospiterà le sedi di diverse associazioni di Gradara.

“Finalmente anche Gradara avrà il suo monumento alla Memoria – afferma il Sindaco di Gradara Franca Foronchi – Questo monumento è stato fortemente voluto dall'Amministrazione Comunale per trasmettere un messaggio forte e chiaro: la salvaguardia del Ricordo ma soprattutto dei valori fondanti della nostra democrazia, la pace, il lavoro e la fiducia nel futuro. Valori di importanza universale, certamente, ma abbiamo voluto inserire nel monumento anche un riferimento alla storia locale, per questo motivo abbiamo chiesto l'aiuto di tre Gradaresi “doc”: Francesco Giusini, Vittorio Ballestieri e Giuseppe Moretti. Grazie alla loro conoscenza della storia recente di Gradara abbiamo ricostruito la “Storia del Ligustro”, che ci racconta dell'usanza, proseguita fino al secondo dopoguerra, di dedicare ai caduti in guerra una pianta di ligustro. Questo “boschetto” di ligustro si trovava nel giardino dell'attuale sede municipale, all'epoca asilo per l'infanzia, mentre ora dei rami di ligustro ornano il basamento della statua.

L'artista Pino Mascia ha saputo inserire tutti questi elementi nella sua opera, carica di emotività e non scontata. A lui e all'artista Gabriele Giorgi vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per aver dato corpo ad un messaggio così fondamentale per la collettività.”

All'inaugurazione saranno presenti, oltre al Sindaco Franca Foronchi e all'Assessore alla Cultura Maria Caterina Del Baldo, anche il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Matteo Ricci, la Direttrice Scolastica dell'Istituto Comprensivo di Gabicce e Gradara Nadia Vandi, il presidente dell'ANPI di Pesaro Giuseppe Scherpiani, lo storico della resistenza Umberto Palmetti e l'artista Pino Mascia che così commenta la nascita della sua opera:

“Cos’è l’immagine della guerra? Spesso l’iconografia ufficiale che viene adottata propone immagini di soldati, di figure eroiche, di vittorie o di patrie assorte, di armi, di alloro, di ulivo e di mirto, di fuoco, di nomi, di date, di parole. Le immagini più forti che mi vengono in mente sono Anna Magnani nel film Roma città aperta 1945 e Sofia Loren nella Ciociara 1960, la figura della donna diviene il centro della risposta alla guerra, dove la sofferenza, il coraggio, la dignità sono la reazione più nobile della condizione umana alla violenza”.

“L’immagine rappresentata - continua l'artista - è una giovane ragazza che abbraccia un bambino, con un atto di protezione e difesa, e ci indica che gli innocenti i più deboli anche se feriti dalla guerra hanno il peso della memoria, del perdono e del ricostruire, il presente e il futuro”.

L’opera, realizzata da Pino Mascia, viene riletta dall’artista Gabriele Giorgi che, nel suo tipico linguaggio, la avvolge con delle fasce di bronzo lucido, esprimendo un analogo concetto in modo astratto ma altrettanto efficace.

Due artisti che hanno deciso di lavorare insieme proponendo l’unione di due metodi diversi che convergono per ottenere un equilibrio, un valore in più che l’opera deve esprimere, far riflettere, comunicare, far convivere linguaggi differenti.


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